Il quarto numero della fanzine Corrente si concentra sul concetto di ecoansia, un fenomeno nato in risposta ai cambiamenti climatici e agli eventi ambientali estremi. Tra analisi psicologiche e sociali e spunti di approfondimento, la fanzine propone un punto di vista positivo e costruttivo sul tema.
PARLARE DI CLIMA SENZA CREARE PANICO (NÉ ILLUSIONI) È POSSIBILE
Ogni volta che raccontiamo la crisi climatica, stiamo facendo molto più che comunicare un problema ambientale sociale. Stiamo toccando qualcosa di profondamente umano: la paura del futuro, la fatica di restare lucidə in mezzo alle incertezze, il bisogno di sentirsi ancora capaci di fare la differenza. Chi non si è mai sentitə sopraffattə?
Ecco perché parlare di cambiamento climatico è diventato così complesso: da un lato c’è l’urgenza, i dati peggiorano, gli eventi estremi aumentano, le disuguaglianze si amplificano. Dall’altro c’è il rischio che quel racconto se troppo ansiogeno o moralista produca l’effetto opposto a quello sperato: il blocco emotivo, la fuga, il disinteresse.
Negli ultimi anni si è diffuso un termine che prova a dare un nome a tutto questo: ecoansia, che non è una malattia, ma una reazione comprensibile e sempre più frequente; è quel groviglio di emozioni che va dalla preoccupazione, impotenza al senso di colpa di non star facendo abbastanza che nasce quando si è troppo espostə alla crisi climatica e troppo poco sostenutə nel trasformare quella consapevolezza in azione.
Ma allora, mi direte, se fa così paura perché ci ostiniamo a parlarne? La risposta è perché un nuovo approccio (più gentile) è possibile, cambiando tono, parole, postura. La differenza non la fa cosa diciamo, ma come lo diciamo. Non serve edulcorare la realtà, ma neanche servirla a crudo. Una buona comunicazione climatica non semplifica, non colpevolizza e non spettacolarizza. Accompagna. Restituisce contesto, connessione, possibilità.
Significa evitare narrazioni catastrofiste, smettere di parlare solo al consumatore o consumatrice e iniziare a parlare di più al singolə. Significa mostrare che il cambiamento è già in corso in tante parti del mondo come a scuola, nei territori, nelle scelte politiche e di consumo e che il contributo di ognunə di noi è importante, ma non può essere l’unico.
E badate bene, l’ecoansia non è una condizione necessaria per diventare persone consapevoli ma può essere un punto di passaggio, se accolta, ascoltata e trasformata in qualcosa di vivo. Se, cioè, le diamo spazio senza farne un peso da portare da solə.
Ecco, la sfida forse è parlare di crisi climatica e umana senza perdere contatto con la speranza. Non quella ingenua, che aspetta un miracolo, ma quella concreta che nasce quando ci sentiamo parte di qualcosa e non solə davanti a tutto questo.
ANDREA GRIECO
Andrea Grieco è un divulgatore ambientale e ricercatore esperto di crisi climatica e diritti umani. Collabora con ONU, Commissione Europea, G7/G20 e UNESCO, ed è stato nominato Top Voice Ambiente da LinkedIn Italia. Attraverso il suo profilo Instagram @andrea.grieco, racconta in modo pop e accessibile le connessioni tra ingiustizie ambientali e sociali, con l’obiettivo di trasformare l’ansia climatica in consapevolezza e azione.
UUUUDUM
UUUUDUM è il processo artistico del Collettivo OPificaa progettato da Luca Lagash e MOG Morgana Orsetta Ghini nell’ambito di ricerca con il polo tecnologico dell’Università HTW Berlin, in collaborazione con AWorld partner ufficiale delle Nazioni Unite per lo sviluppo della sostenibilità, PPK Innovation, Farm Cultural Park, SOU Scuola di Architettura per Bambini.
Un’evoluzione dell’opera Uno Di Un Milione, iniziata nel 2019 con l’Accademia Teatro alla Scala di Milano e in collaborazione con l’Azienda per il Turismo della Val di Sole e UN Mountain, realizzata tra la vetta di Pejo 3000 e le sorgenti del Parco Nazionale dello Stelvio. Con uno sguardo visionario e un linguaggio astratto, UUUUDUM interpreta i fenomeni della desertificazione e dell’estinzione dei ghiacciai attivando laboratori con le scuole e i centri di aggregazione delle comunità che ospitano le opere e le exhibition.
Le Sculture
Il progetto si concretizza in 10 eventi coordinati ad altrettanti laboratori che danno vita a 10 porzioni dell’Opera di MOG, attraverso le quali ci sediamo, letteralmente, sopra i segni del cambiamento climatico.
Il Tuo Suono
Registrandosi su uuuudum.com, ognunə potrà ricevere un suono personale: queste “identità sonore” saranno orchestrate da Luca Lagash per produrre i Soundscape installati negli spazi scultorei durante i 10 eventi.
Il Manifesto Poetico
Il viaggio è narrato dal Manifesto Poetico di Alessandro Cremonesi che, attraverso suggestioni oniriche e citazioni, richiama l’importanza dell’armonia tra l’uomo, il territorio e le culture con cui si intreccia: una visione di coabitazione consapevole e sostenibile.
FullDome 360°
L’architettura sperimentale di Sergey Prokofyev applicata agli ambienti immersivi 360° FullDome ci offre la chiave per ampliare le potenzialità interpretative del processo artistico UUUUDUM in collaborazione con gli ambiti di ricerca 3D VR.
La regia di Michele Piazza documenta ogni fase del processo, restituendo uno sguardo sensibile su opere, luoghi ed esperienze.
BIO
Il Collettivo OP – dal 2024 Collettivo OPificaa – è stato fondato dagli artisti Luca Lagash, MOG – Morgana Orsetta Ghini e Alessandro Cremonesi, insieme all’editore critico letterario Thomas Böhm e Paolo Grigolli, esperto di management turistico e culturale. Il Collettivo realizza processi artistici per interpretare i temi ambientali e promuovere azioni condivise. L’approccio internazionale favorisce modelli di conoscenza interdisciplinari dove Cultura, Scienza e Tecnologia si integrano, rafforzando il legame tra comunità e istituzioni. UUUUDUM è il recente processo artistico del Collettivo progettato nell’ambito di ricerca con il polo tecnologico dell’Università HTW Berlino.
Libri, paper e fumetti
Navigare l’ecoansia: orientarsi nell’era digitale tra rischi e opportunità, a cura di Valeria Marta Rocco, Future Education Institute, Paper n. 4, 2025
Il quinto giorno, di Frank Schätzing, Nord, 2005
Disponibile presso le biblioteche Cascina Marchesa, Don Milani e Mausoleo Bela Rosin di Torino
Endsickness, di Sofia Alarcon, Conundrum Press, 2025
Antropocene, L’umanità come forza geologica, a cura di Francesco Verso e Roberto Paura, Italian Institute for the Future e Future Fiction, 2018
Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi, Jonathan Safran Foer, Guanda, 2020
Disponibile presso le biblioteche Centrale, Guidetti Serra, Utoya, Villa Amoretti di Torino
Tropico Mediterraneo. Viaggio in un mare che cambia, Stefano Liberti, Laterza, 2004
Disponibile presso la biblioteca Centrale di Torino
Influencer
Scienziata della sostenibilità e Ricercatrice sull’Eco-Ansia, Alaina Wood è un attivista che crea contenuti per lo storytelling climatico facendo da ponte tra preoccupazione ambientale e azione concreta.
Leah Thomas è un’attivista ambientale il cui lavoro si concentra sull’applicazione dell’internazionalità alla giustizia ambientale. Utilizza spesso una comunicazione inclusiva piuttosto che una catastrofica.
Alice Pomiato, green influencer alla ricerca di nuove strade per promuovere un futuro a miglior impatto ambientale e sociale. Dai consumi alla cittadinanza attiva, promuove cambiamenti per rigenerare le nostre vite.
Social Podcast
Embracing Life, di Erica Isotta
Uno spazio dove raccontarsi e ascoltarsi, senza giudizi. È stato concepito come un luogo virtuale dove poter essere vulnerabilə e riflettere su questioni di interesse comune dal lavoro alla psicologia, dalle relazioni ai viaggi, dai diritti alla sostenibilità.
Come sarà Domani, di Giulia Bassetto
Un podcast corale che vuole raccontare i sogni, le paure e i desideri di chi oggi è ancora a scuola, dal mondo del lavoro fino alle preoccupazioni climatiche. Sono presenti interviste dirette fatte ai ragazzi e alle ragazze degli istituti di II grado tra i 14 e i 21 anni in tutta Italia.
Clamify, di Climate Designers
Climatologə e docenti di design si uniscono per contribuire a combattere la crisi climatica nelle aule scolastiche: il programma è pensato per affiancare l’insegnamento dei fondamenti del design a progetti che possano anche avere un impatto positivo sul clima.
Altri progetti
